Gabinio, Mario

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Portici di Corso Vittorio, Torino, esterno 1926

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Mario Gabinio (Torino, 12 maggio 1871 – Torino, 19 aprile 1938) è stato un fotografo, alpinista e ferroviere italiano. La sua attività si svolse prevalentemente nell’area della città di Torino e della regione Piemonte a partire dagli ultimi due decenni dell’ottocento.

L’importanza della sua opera fotografica fu compresa solo in minima parte dai contemporanei, e solo dagli anni settanta del novecento iniziò un lento percorso di riscoperta e valorizzazione delle immagini da lui realizzate. Attualmente, la quasi totalità delle sue opere è conservata presso la fototeca della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino.

Nell’ambito dell’Unione Escursionisti Gabinio viene presentato all’architetto torinese Riccardo Brayda, anch’egli socio dell’ALA, attento conoscitore del prezioso passato architettonico torinese e piemontese. Gabinio lo segue nel corso degli scavi condotti nell’area dell’antica cisterna della Cittadella militare di Torino, che immortala nel 1897 in alcuni scatti oggi ritenuti di fondamentale importanza archeologica. Stimolato dall’influenza di Brayda, Gabinio inizia a percorrere con la macchina fotografica le aree in corso di demolizione e ricostruzione in Torino; il lavoro sfocerà nella raccolta di 84 fotografie nota col nome di “Torino che scompare” che gli vale il Premio del Municipio all’esposizione promossa dalla Società Fotografica Subalpina. A partire dal 1910 il suo interesse per l’architettura e per l’arredo urbano cresce a dismisura, fino a divenire quasi maniacale: riprende vedute, scale, portoni, vetrine e dettagli minori in migliaia di scatti. Nel 1923 l’attività di documentazione dei monumenti torinesi diviene sistematica. Sperimenta numerose tecniche (stampe al citrato, carta all’albumina, viraggi) anche se sono sicuramente le sue stampe al collodio secco a colpire maggiormente l’osservatore per incisione, profondità e qualità assoluta della stampa. La composizione ed il taglio delle immagini divengono pressoché impeccabili. Sempre nel 1923 affronta per la prima volta il tema delle fioriture di alberi e prati, tema molto caro a Gabinio, che vi tornerà più volte anche a molti anni di distanza. Analizza con numerose prove e riprese sperimentali l’effetto fotografico dei raggi e dei fasci di luce. Un intero album di immagini è dedicato allo studio delle nuvole.

Dimensions 17 × 22.9 cm
B&W - Color

Technique

Stampa ai sali d'argento su carta albuminata

Other

Al retro timbro del fotografo, titolo e dat scritti a mano libera

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