Dal Gal, Pino

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Estate 1976

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La ricerca fotografica di Pino Dal Gal nasce e si sviluppa a metà degli anni Cinquanta, anni in cui la cultura italiana è ancora generalmente indifferente nei riguardi della fotografia. E’ vero invece che, se essa cresce mutuando dialetticamente i temi espressivi delle altre “sorelle maggiori”, dal linguaggio cinematografico al codice narrativo della letteratura, nondimeno è la fotografia stessa ad offrire nuove occasioni al panorama delle arti figurative.

Pino Dal Gal aderisce all’impostazione realistica maturata dalla scuola italiana di fotografia, cogliendo e approfondendo i fenomeni più vari dell’indagine sociale e di costume. Dal Gal si scontra con brandelli di realtà, li fa propri e li restituisce in sequenze di immagini attraverso un calcolo contrappunto di tagli e cromatismi.

Pino Dal Gal si pone, rispetto alla realtà, in una condizione di attesa; attesa che il mondo si riveli e accada così, quasi magicamente, che il visibile si incroci con l’invisibile. Il tempo dell’attesa rende alla fine il suo prodotto: ciò che non era stato visto viene portato alla coscienza.

L’autore racconta la sua esperienza usando serie di immagini in una successione di snodi di forte evidenza e ogni singola immagine è parte del tutto in quanto contiene i cromosomi della narrazione tutta; dai primi soggetti forti e drammatici, quali: Chicken Story, Mensa aziendale, La Cava, allo studio sulle rocce antropomorfe di Capo testa, in cui Dal Gal conferisce voce, anima e corpo alle pietre solenni e silenziose, per approdare con questo ultimo lavoro, ai cromatismi silenziosi dedicati al Po, raccolte nel libro “EMOZIONI”.

In queste commosse immagini, lo stile si evolve verso l’eterea astrazione di una fotografia carica di “spleen” e di attese, quasi un diario dell’anima, sviluppato attraverso l’impalpabile simbologia della luce.

Dimensions 29.3 × 39 cm
B&W - Color

Technique

stampa ai sali d'argento

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firmata e datata

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